CorriRoma

di Patrizia Dolores Giacovelli

Arrivo a Piazza del Popolo all’ora del tramonto e mi appare fiera, immersa nei colori aranciati, violacei ed indaco. C’è un’atmosfera tiepida, magica, tipica di quei pomeriggi estivi romani. Gruppi di turisti passeggiano con in mano la macchina fotografica il più delle volte conquistati dalla storia e dai monumenti che si affacciano generosamente in ogni angolo delle strade, oppure dallo shopping sfrenato. Stasera però la piazza è rivestita di un abito particolare, quello dell’arco della partenza di una gara podistica, quello dei tanti runners che la riempiono e la colorano, quella dell’odore di adrenalina e tensione sottile che evapora e sfuma nei tanti sorrisi.
Sono contenta di essere qui e di far parte di tutto questo! Pochi resistono al fascino di farsi ritrarre in questo quadro d’autore e anche noi della squadra ne approfittiamo, continuiamo a perdere tempo, a chiamarci…”Dai vieni, manchi solo tu per la foto di gruppo….”, ma tanto tutti non riusciamo mai ad essere. Aiuto, mi devo ancora cambiare!

Ancor più bello è cominciare il riscaldamento correndo con i miei compagni, circoscrivendo la piazza, sotto lo sguardo compiacente della luna, che intanto puntuale ci ha raggiunto, e che giusto per completare questo scenario non si risparmia, e stasera c’è in tutta la sua pienezza e luminosità!

Così arriva il momento della partenza, sono le 22 e siamo tanti più di 2000! Allo sparo parte un sottofondo musicale di quei brani commerciali tormentoni del momento.
Il primo tratto di strada che percorriamo è proprio quello di via del Corso. Resto stupita nel vedere la tantissima gente educatamente accostata alla strada che osserva incuriosita ed anche un po’ rassegnata la fiumana di atleti che sfilano sulla via.
E’ un cambio di ritmo improvviso per questa strada che conosce il camminare lento e rilassato di chi passeggia guardando le vetrine dei negozi e che stasera si sente punzecchiata da tante scarpette che cercano di sorvolarla il più velocemente possibile!
In men che si dica, dopo aver attraversato l’elegante via Condotti siamo già in Piazza di Spagna e così per Via Sistina, Piazza Della Trinità dei Monti, Viale dell’ Obelisco, piazzale Flaminio, via delle Belle Arti, Via Pinciana, Viale del Museo Borghese, Viale della Casina del Raffaello…solo per citare alcuni dei luoghi che fanno parte del percorso di gara, fino a percorrere la discesa del Pincio, per concludere la gara sempre a Piazza del Popolo.

I miei occhi si nutrono di bellezze ed il tempo passa velocemente.
Le sensazioni che provo sono tante e diverse. Ogni volta è un viaggio unico, devo rimanere concentrata non solo sul mio passo, ma anche sui miei pensieri, so benissimo che se apro la porta a qualcosa di negativo posso influenzare l’esito della gara. Già fatto i conti con questo, è esperienza pura. Per citare una frase che dice: ” Il viaggio è prima di tutto nella testa”, beh posso affermare che la stessa cosa accade a me quando corro. Molto dipende anche da ciò che vado pensando e non è facile gestirsi quando subentra fatica e stanchezza. “Sono stanca, chi me la fa fare”, in qualche allenamento queste parole fulminee si sono tradotte in uno stop improvviso, neanche il tempo di rendermene conto! E non c’è stato verso di cambiare idea..

Sento perfettamente il respiro affannoso di chi mi corre intorno, sento il mio, vedo qualcuno che accelera all’improvviso, vedo chi rallenta, chi è colpito dal “pensiero negativo” e si ferma. Io procedo, sto bene le gambe nonostante le salite vanno ancora….:“pensiero positivo”.
Questa volta non posso neanche guardare il mio orologio, è buio, devo fidarmi completamente delle mie sensazioni.
Non è una gara facile, almeno per me, perché ondulata e con cambi di direzione che spezzano facilmente il ritmo e ti vogliono concentrato e reattivo, ma sono pienamente ripagata da tutto il resto. Attraversiamo Villa Borghese, ed un piccolo tratto, per fortuna l’unico di tutto il percorso, completamente buio.
Poi comincia la discesa del Pincio, che bello approfitto della forza di gravità e mi lascio lanciare verso il traguardo. Intravedo di nuovo Piazza del Popolo, quel magico arco rosso, ci siamo…

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